Per tutte coloro che
sono morte denudate, rasate, rapate.
Per tutte coloro che
hanno invocato invano la grande Dea
solo per aver la lingua strappata alla radice.
Per tutte coloro che
sono state trafitte, torturate,
spezzate sulla ruota per i peccati dei loro Inquisitori.
Per tutte coloro
la cui bellezza suscitò il furore dei torturatori;
per tutte coloro
la cui bruttezza fu condanna.
Per tutte coloro che
non eran belle né brutte, ma solo donne orgogliose.
Per tutte le abili dita spezzate dalla morsa.
Per tutte le braccia morbide strappate dall'alveolo.
Per tutti i seni in boccio dilaniati da pinze incandescenti.
Per tutte le levatrici uccise per il peccato
di aver fatto nascere l'uomo in un mondo imperfetto.
Per tutte quelle streghe, mie sorelle, che respiravano più liberamente avvolte dalle fiamme,
sapendo, mentre abbandonavano le spoglie femminili,
e la carne bruciata cadeva come frutta nelle fiamme,
che solo la morte le avrebbe mondate
del peccato per cui morivano
il peccato di esser nata donna,
che è più della somma delle parti di un
corpo femminile.